Workshop intensivo
per attori – parte 1

Lavoro dell’attore su se stesso.

Possono partecipare attori professionisti, aspiranti attori
e tutti coloro che sentono il bisogno di approfondire la materia della recitazione.

Actor Practice

Lavoro dell’Attore su se stesso

Actor Practice consiste in un percorso didattico che tocca molti ambiti necessari all’allenamento dell’attore e allo sviluppo della predisposizione personale necessaria a rendere autonomo e specifico l’artista nei confronti del lavoro.
Il mestiere dell’attore sviluppato in qualsiasi ambito, teatrale o cinematografico, deve essere sempre supportato da una forte base di allenamento.
Gli esercizi e le tecniche che fanno parte di questo workshop contribuiscono a comporre il bagaglio che accompagna l’attore nel corso della vita; strumenti che continuerà ad usare per affrontare il lavoro sulla scena. È fondamentale che l’attore acquisisca una base di training prima ancora di affrontare le successive fasi di creazione del personaggio, della scena, del lavoro con il regista e, infine, della sua prestazione artistica.

Il programma di insegnamento prevede un lavoro per attori che segue le linee del Metodo Stanislavskij-Strasberg, sviluppato poi dalla sperimentazione come attore, regista e insegnante da Marco Viecca. L’applicazione pratica di questo lavoro così affascinante richiede uno specifico allenamento supportato da una forte base didattica. Non è sufficiente lo studio teorico; la padronanza di queste tecniche si acquisisce attraverso la costante ripetizione degli esercizi fino a incorporare i processi.

CANDIDATI ADESSO

La verità dell’esperienza

Il Workshop Actor Practice, tra  le varie finalità, ha quella di  sviluppare ed evolvere l’indicatore interno della verità della propria esperienza nella recitazione. Il seminario proposto contribuisce a dare  all’attore la possibilità di sviluppare un metodo autonomo di lavoro per ottenere un risultato specifico, originale e vero, obiettivo ultimo della recitazione.

Tecniche di rilassamento

Le tecniche di rilassamento sono importanti per potersi predisporre ad una qualsiasi fase creativa; vanno da quelle più conosciute a quelle di scuola prettamente di Metodo, come, ad esempio, il rilassamento della sedia di Strasberg, a rilassamenti sensoriali ed energizzanti in grado di portare l’attore in uno stato di profonda concentrazione, attenzione e ispirazione.

Lavoro personale e di gruppo

Il lavoro di gruppo consiste in un gran numero di esercitazioni che hanno, tra le molte finalità, quelle di allenare qualità quali l’uso armonico del corpo, la memoria, la sincronia, la concentrazione multi-fuoco, il perseguimento degli obiettivi nella recitazione, la fiducia nel partner, l’autocontrollo, l’immaginazione, la forza di volontà, la sensibilità. Si spazia da esercizi della vecchia scuola russa a quella americana, e ad altri della tradizione didattica europea.

Basi di memoria sensoriale

Le emozioni sono quanto di più insondabile ed inafferrabile possa esistere, non sappiamo dove risiedano o cosa siano, ma possiamo richiamarle ed averne nuovamente la sensazione: esse sostengono e rendono più vera la nostra recitazione. Il lavoro sensoriale, che in fase finale permette di sviluppare delle memorie emotive, o affettive nella definizione di Stanislavskij, consiste nell’allenare i sensi attraverso una gerarchia di esercizi ben precisa ed estremamente organica. L’attore ottiene, attraverso la memoria dei sensi, delle vere e proprie risposte sensoriali, quanto più possibile reali (si tenga però conto che si tratta pur sempre di risposte sensoriali frutto di un ricordo e i ricordi sono sempre meno forti della reltà). Nel workshop si sperimenterà anche l’ambito delle “memorie sensoriali” nate dall’immaginazione. Questo lavoro, affascinante e utilissimo, fornisce all’attore uno strumento fondamentale che ha a che fare con la propria vita.

Imitazione e improvvisazione

L’attore fa le persone, deve quindi conoscerne con minuzia le posture, gli atteggiamenti, i modi di pensare e di parlare. L’imitazione sta alla base del profondo desiderio mimetico dell’essere umano ed è il fondamento dell’arte sciamanica della trasformazione. L’attore esperto nella tecnica dell’imitazione riesce ad appropriarsi delle caratteristiche di colui che imita, le fa sue, e le esprime dopo averle elaborate, non rappresenta quindi una semplice macchietta ma un profondo lavoro di “trasformazione” personale. Nel Workshop si sperimenteranno non solo tecniche di imitazione delle persone ma si affronterà anche l’affascinante “lavoro sull’animale“.

“Imparate ad amare l’arte in voi stessi,
e non voi stessi nell’arte.”

K. S. Stanislavski

Marco Viecca

Attore, Regista, Direttore artistico.

Marco Viecca, nato a Torino nel 1968,  dal 2002 è membro a vita dell’Actor’s Center of Rome. Si forma all’età di 17 anni presso il Centro Sperimentale di Arte Drammatica di Torino diretto da Carla Pescarmona. È attore di teatro e televisione, regista e insegnante.

Come attore lavora con artisti quali: Ugo Gregoretti, Piero Nuti, Adriana Innocenti, Nino D’Introna, Luciana Littizzetto, Alessio Boni, Cinzia T.H Torrini, Lucrezia Lante della Rovere, Giuseppe Battiston, Neri Marcorè, Anna Valle, Marie Josè Croze, Paolo Graziosi, Luca Zingaretti, Antonello Grimaldi, Massimo Scaglione, Eugenio Guglielminetti, Sergio Rubini, Riccardo Donna, Maurizio Zaccaro, Luca Ribuoli e molti altri.

LEGGI LA BIOGRAFIA COMPLETA

Il Workshop Actor Practice

Il proposito del Workshop Actor Practice, e del Workshop Actor Performing, che verrà realizzato nel mese di novembre 2019, è quello di portare l’attore a creare il personaggio in modo autonomo, mantenendo alte le capacità di modificarlo a seconda delle esigenze registiche, senza per questo agire in modo tecnico o meccanico, bensì cercando di dare sempre un risultato specifico, originale e quanto più possibile vero.
Non è possibile definire questo modo di lavorare inglobandolo in un genere o in un settore. Sicuramente lo sviluppo della memoria sensoriale, e quindi emotiva (così chiamata da Strasberg, o affettiva, come la definiva Stanislavskij), con la sua gerarchia di esercizi, è stata la grande invenzione che ha permesso e permette agli attori allenati di richiamare situazioni ed emozioni a comando; ma questa non è nulla se non viene inglobata in un percorso completo nella recitazione.
Molti attori che pensano che recitare sia correre dietro al sensoriale restano bloccati in un mondo fatto di recitazione frustrante e costipata, cercando di “sentire” a tutti i costi, spesso non sentendo veramente nulla, risultando leziosi e perdendo di vista la regola primaria; RECITARE D’ISTINTO. Tutto il resto fa parte della fase di costruzione della performance, ma deve essere dimenticato nel momento dell’azione, sicuri che, avendolo sperimentato, arriverà e darà un grande contributo di profondità e verità. Più si cerca e si sperimenta in fase di prova, più si sarà specifici ed efficaci in performance.
L’attore allenato nelle tecniche sviluppate nel Worshop Actor Practice inoltre, può essere sicuro di non doversi mai piegare al fatto di non sentire nulla dentro di se: i sensi ci sono sempre e quindi, come minimo, c’è sempre la temperatura dell’aria. Il lavoro sensoriale è quindi spesso un’ancora di salvezza nei momenti di crisi in fase di performance, l’attore non può essere sempre “ispirato”, la memoria sensoriale quindi, come sosteneva Stanislavskij, rappresenta “note per i momenti di difficoltà”.
Quello che dobbiamo cercare di fare è essere attori liberi, che tra le tante armi hanno quella della memoria sensoriale. Attori liberi che grazie a queste armi sono di conseguenza capaci di trasmettere la loro storia facendosi ascoltare. L’interiorità è una conseguenza del lavoro, non un punto di partenza, un risultato che è determinato dall’uso focalizzato del cervello, del corpo, dei sentimenti e una conseguenza del lavoro svolto per creare il personaggio.
L’applicazione pratica di questo lavoro così affascinante richiede uno specifico allenamento supportato da una forte base didattica. Non è sufficiente lo studio teorico; la padronanza di queste tecniche si acquisisce attraverso la costante ripetizione degli esercizi in varie fasi di lavoro, quali l’allenamento, e la creazione del personaggio e della scena nelle fasi mentale e attiva, e molto altro ancora.

Il Metodo di Actor Practice

Il proposito della metodologia di lavoro di Actor Practice ha come fine ultimo quello di portare l’attore a creare il personaggio in modo autonomo, mantenendo alte le capacità di modificarlo a seconda delle esigenze registiche, senza per questo agire in modo tecnico o meccanico, bensì cercando di dare sempre un risultato specifico, originale e quanto più possibile vero.
Non è possibile definire questo modo di lavorare inglobandolo in un genere o in un settore. Sicuramente lo sviluppo della memoria sensoriale, e quindi emotiva (così chiamata da Strasberg, o affettiva, come la definiva Stanislavskij), con la sua gerarchia di esercizi, è stata la grande invenzione che ha permesso e permette agli attori allenati di richiamare situazioni ed emozioni a comando; ma questa non è nulla se non viene inglobata in un percorso completo nella recitazione.
Molti attori che pensano che recitare sia correre dietro al sensoriale restano bloccati in un mondo fatto di recitazione frustrante e costipata, cercando di “sentire” a tutti i costi, spesso non sentendo veramente nulla, risultando leziosi e perdendo di vista la regola primaria; recitare d’istinto. Tutto il resto fa parte della fase di costruzione della performance, ma deve essere dimenticato nel momento dell’azione, sicuri che, avendolo sperimentato, arriverà e darà un grande contributo di profondità e verità. Più si cerca e si sperimenta in fase di prova, più si sarà specifici ed efficaci in performance.
L’attore di Actor Practice inoltre può essere sicuro di non doversi mai piegare al fatto di non sentire nulla dentro: i sensi ci sono sempre e quindi, come minimo, c’è sempre la temperatura dell’aria. Il lavoro sensoriale è quindi spesso un’ancora di salvezza, “note da ricordare per i momenti di difficoltà”.
Quello che dobbiamo cercare di fare è essere attori liberi, che tra le tante armi hanno quella della memoria sensoriale. Attori liberi che grazie a queste armi sono di conseguenza capaci di trasmettere la loro storia facendosi ascoltare. L’interiorità è una conseguenza del lavoro, non un punto di partenza, un risultato che è determinato dall’uso focalizzato del cervello, del corpo e una conseguenza del lavoro svolto per creare il personaggio.
L’applicazione pratica di questo lavoro così affascinante richiede uno specifico allenamento supportato da una forte base didattica. Non è sufficiente lo studio teorico; la padronanza di queste tecniche si acquisisce attraverso la costante ripetizione degli esercizi in varie fasi di lavoro, quali il training, la script analysis mentale e attiva, e molto altro ancora.

Testimonianze

Marco Viecca ha insegnato recitazione a molti attori.
Ascolta le testimonianze di alcuni di essi.

Mauro Loverre.

Attore

Negli ultimi dieci anni è stato attivo in campo cinematografico e televisivo. È autore di apprezzate sceneggiature e tra i suoi lavori più recenti si può ricordare il cortometraggio Musicomanzia, vincitore di 13 premi internazionali, tra cui il Glocal Film Festival di Torino. Attualmente impegnato nella lavorazione del film The Goath of Mendes, di cui firma anche la regia e la sceneggiatura, vincitore del Premio Miglior Teaser dell’Anno in cinque Festival Internazionali, tra cui San Pietroburgo.

Chiara Buratti.

Attrice, conduttrice e giornalista

Attualmente in tour con lo spettacolo di teatro/canzone L’Ultimo Giorno di Sole, scritto per lei da Giorgio Faletti e con lo spettacolo Ottavia e Nerone di Vittorio Alfieri per la regia di Marco Viecca nella parte di Ottavia. Recentemente ha partecipato al festival In Scena a New York.

Rossana Peraccio.

Attrice

Attualmente in tour con gli spettacoli Antigone di Vittorio Alfieri per la regia di Marco Viecca nella parte di Argia, Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupèry per la regia di Salvatore Della Villa, è attiva nel campo del teatro ragazzi collaborando con la Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani di Torino con la quale è in tour con lo spettacolo Terrarium per la regia di Lucio Diana e Adriana Zamboni

Jacopo Morra.

Attore

Recentemente è stato in tournèe con lo spettacolo I Miserabili per la regia di Franco Branciaroli

Dettagli del Workshop

Tutte le informazioni che devi sapere prima di iscriverti.

  • Teatro Torretta, Piazza Nostra Signora di Lourdes • 10100 Asti;

  • Dal 23/09/2019 al 29/09/2019;

  • Tutti i giorni, dalle 10.00 alle 18.00;

  • Il corso sarà disponibile per un massimo di 12 partecipanti.

  • ISCRIZIONE PRIMA DEL 31 agosto 490€

  • ISCRIZIONE DOPO IL 31 agosto 590€

  • Per qualsiasi altra informazione consulta le Faq

Invia la tua candidatura

Actor Practice, per garantire un livello ottimale di esercitazione a tutti i partecipanti, è rivolto solamente a 12 iscritti: possono partecipare attori professionisti, aspiranti attori e tutti coloro che sentono il bisogno di approfondire la materia della recitazione.
Per questo, prima di iscriversi è necessario inviare la propria candidatura. Richiediamo una breve biografia (in allegato al modulo) e una lettera motivazionale.

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Domande frequenti

Abbiamo raggruppato i quesiti più frequenti che ci vengono posti riguardo al Corso e alla permanenza in loco.
Se avessi domande più specifiche, non esitare a contattarci.

Se vieni da lontano e la sera devi soggiornare in loco, abbiamo alcune proposte in convenzione per tutte le tasche.

Nel costo d’iscrizione è compresa una assicurazione infortuni.

Durante il Workshop previo tuo consenso potremmo scattare delle fotografie a testimonianza dell’attività svolta, questo materiale fotografico è ad uso interno documentativo e potrebbe essere pubblicato esclusivamente sul sito web della Fondazione Gabriele Accomazzo per il Teatro, social e landing page ad essa collegati. Sarà tua facolta concederci tale autorizzazione il primo giorno di workshop.

Ti raccomandiamo di presentarti al workshop con un abbigliamento comodo (scarpe da ginnastica). Considera che le esercitazioni che farai saranno anche molto fisiche. Ricorda di portare con te materiale per prendere appunti.

Per compilare l’iscrizione al Workshop sarà possibile effettuare un pagamento online, tramite PayPal, oppure tìmezzo bonifico bancario. Una volta confermata la tua candidatura, riceverai una email con le indicazioni del pagamento.

Verrà rilasciato dalla Fondazione Gabriele Accomazzo per il Teatro l’attestato di partecipazione.

Se dovessi cancellare la tua iscrizione al Workshop, potrai richiedere un rimborso del 50% del totale pagato, scrivendo una mail all’indirizzo web@caratteri.net. Tale rimborso sarà valido solo se effettuato entro e non oltre il 10 settembre 2019. Dopo tale data, l’organizzazione non accetterà domande di rimborso, ad eccezioni di gravi circonstanze come infortunio o malattia grave, comprovate da valida documentazione.

Si, nel workshop verrà affrontato anche il “lavoro sull’animale”: a tale proposito ti informiamo che nel momento in cui ti sarai iscritto, verrai ricontattato e ti verranno date tutte le informazioni necessarie per realizzare la fase di osservazione e documentazione preventiva.

Workshop
intensivo

Sette giorni full immersion per un’esperienza intensa e profonda a livello umano e artistico.

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Workshop
consolidato

Le tecniche insegnate sono la somma di anni di esperienza sul campo e sperimentazioni.

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Esperienza
personale

Non solo un Workshop per attori, ma un’esperienza personale e umana, anche un viaggio dentro se stessi.

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Actor Performing – parte 2

Actor Practice fa parte di una serie di due workshop per attori, indipendenti ma interconnessi e interagenti. Actor Performing è un workshop dedicato a coloro che vogliono affinare la loro esperienza della performance, attraverso la script analysis e il lavoro in scena con il regista.

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